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Thomas Gray

Thomas Gray (1716-1771) è il poeta che identifica il Preromanticismo, il bardo della poesia cimiteriale e certamente uno dei più rappresentativi scrittori britannici di tutti i tempi.

La sua Elegia scritta in un cimitero di campagna è uno dei caposaldi della letteratura inglese, tra le poesie più studiate ed amate della lingua di Shakespeare, ed ebbe un enorme successo sin dalla sua prima pubblicazione nel 1751.
Gray nacque a Londra da una famiglia non nobile né ricca: il padre era uno scrivano e la madre una modista. Nonostante le sue umili origini riuscì a frequentare il college di Eton, dove ebbe come compagno di corso Horace Walpole, e successivamente a diventare professore di storia moderna presso l’università di Cambridge, coronamento di una carriera di studioso che durò per quasi mezzo secolo.

Gli interessi culturali di Gray spaziavano dalla letteratura norvegese a quella gallese. Grande importanza ebbe per lui il Grand Tour della Francia e dell’Italia, all’epoca tappe quasi obbligate per le meni illuminate del nord Europa.

Il suo “sublime” nacque proprio durante la traversata delle Alpi.
Thomas Gray è stato il poeta che ha maggiormente influenzato uno dei maggiori poeti italiani, l’anello di congiunzione tra Neoclassicismo e Romanticismo nella nostra penisola: Ugo Foscolo. Impossibile non rinvenire l’impronta dell’Elegia scritta in un cimitero di campagna sui Sepolcri.

Il grande veneziano visse infatti per moltissimi anni in Inghilterra e senza dubbio molta della sua poetica neoclassica si abbevera nei laghi illuminati dalla luce cupa della luna di mezzanotte tra le brughiere spazzate dal vento.
Il capolavoro di Gray venne tradotto per la prima volta in italiano da Melchiorre Cesarotti e costituì l’ispirazione anche per un’altra grande opera letteraria italiana: i Cimiteri di Ippolito Pindemonte.

Molti scrittori ebbero bisogno di scrivere centinaia di opere per passare alla storia. Altrettanto, nonostante siano stati autori di migliaia di opere, non vengono minimamente ricordati. A Thomas Gray bastò una sola poesia, un’elegia, per entrare nel pantheon della letteratura inglese (e mondiale).

La primavera

Ecco! Laddove le Ore dal roseo petto,
bellissimo corteo di Venere, appaiono,
si schiudono i fiori da lungo tempo in attesa,
e risvegliano il purpureo anno! Leggi tutto »


Elegia scritta in un cimitero di campagna

Il coprifuoco batte il lento rintocco del giorno che muore,
la muggente mandria serpeggia placidamente sul maggese,
il villico di ritorno verso casa arranca sul suo faticoso sentiero,
e lascia il mondo all’oscurità e a me. Leggi tutto »


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