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Samuel Taylor Coleridge

Samuel Taylor Coleridge (1772-1834), uno dei capostipiti del Romanticismo inglese, nacque nel Devonshire (una delle contee che formano la penisola della Cornovaglia). Spirito inquieto sin da giovanissimo, divenne amico del politico Robert Southey, con cui pianificò un’ideale comunità democratica da impiantare negli Stati Uniti, che si sarebbe dovuta chiamare “Pantisocracy”, in cui non vi dovevano essere distinzioni di ceto sociale e dove tutti erano tenuti a sottostare alle stesse regole. La prospettiva era pura utopia, ed infatti tale rimase.

All’inizio Coleridge cercò di mantenersi scrivendo dei saggi letterari e politici, con scarsa fortuna. E’di questo periodo, che coincide con il matrimonio con Sarah Fricker, l’inizio della sua dipendenza dal laudano. E’discusso se il giovane poeta utilizzasse questa droga solamente come paradiso artificiale o ne avesse davvero bisogno per i suoi frequenti reumatismi. In ogni caso ne divenne completamente soggiogato.

Il 1798 è l’anno della prima grande opera romantica, le Lyrical Ballads, scritte con William Wordsworth, che Coleridge aveva conosciuto l’anno precedente. I due grandi artisti decisero di trascorrere quell’inverno in Germania: Samuel colse l’occasione per frequentare la prestigiosa università di Gottingen e coltivare una grande ammirazione per la filosofia e la letteratura tedesca.

Gli anni dal 1799 al 1810 furono contraddistinti dalle sue grandi opere (Christabel, Kubla Khan, Dejection: an Ode), ma anche dell’acuirsi della dipendenza dalle droghe (al laudano si aggiunse l’oppio) e dell’isolamento. Solo negli ultimi anni di vita il grande poeta ritrovò un po’ di pace, riscoprendosi guida e mentore per il gruppo di artisti e intellettuali che formò la seconda generazione romantica.

Coleridge era un uragano intellettuale inarrestabile, e questo fu il suo vero difetto: non riusciva a concentrare la sua mente su un argomento o su un’opera per molto tempo. Come nessun altro artista romantico incarna l’idea del “sublime” che abbraccia il soprannaturale, un mondo fantastico che prende molti spunti dal Medioevo e dall’Oriente. Il suo capolavoro, La Ballata del vecchio Marinaio, è il sogno di un’anima tormentata e magnetica in viaggio perenne e senza meta.

Per molto tempo percepito come “secondo” dietro a Wordsworth, Coleridge rivela una personalità molto più spiccata rispetto alla prima generazione di romantici ed una maggiore capacità stilistica, anche se, ripetiamo, non accompagnata da una costante qualità.

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PARTE PRIMA

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