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John Clare

John Clare (1793-1864) è il poeta inglese che più somiglia a Pascoli. O meglio, è Pascoli che vuol assomigliare a lui. Leggendo le sue opere si ha una sensazione di freschezza, di vitalità, di panismo delicato (a differenza di quello dannunziano, potente e carico di sensualità). Bardo della severa natura inglese, ha la straordinaria capacità di attenuarne le asperità e di infondere luce nelle sere più cupe della brughiera.

Di umilissime origini, John crebbe in campagna, costretto a lottare con la sua salute perennemente malferma ed un fisico poco adatto al lavoro nei campi. In compenso cominciò a divorare libri: tra tutti gli autori colui che più di tutti lo influenzò fu James Thomson, il celeberrimo autore di Stagioni.

I suoi primi componimenti, ispirati dall’ambiente bucolico del villaggio e della campagna, li legge alla famiglia, badando però di non dire che erano farina del suo sacco, ma attribuendoli ad altri autori. Non comprendiamo il perché di questa decisione se non ci innestiamo nel pensiero di un adolescente quasi illetterato che cerca, faticosamente, di dare una mano alla propria famiglia nei pesanti lavori della fattoria, poco remunerativi e molto logoranti. Crediamo che la sua indole fosse quella di un poeta fatto e finito già all’età di tredici anni (quando comprò il suo primo libro), ch’egli volle mascherare per non essere dipinto come un inetto, vista e considerata anche la sua precaria salute.

La sua personalità è comunque forte ed intrisa di ideali. Nel 1812 si arruola nell’esercito britannico (come volontario) contro Napoleone, ma non vedrà mai il campo di battaglia.

Nel 1820 pubblica i suoi primi componimenti: Poesie descrittive della vita e del paesaggio rurale. Il volume ha un grande successo e gli apre le porte del “bel mondo”. Conosce Keats, De Quincey, Lamb, Hazlitt. Tuttavia la fama ha vita brevissima, dal momento che i tre successivi libri sono, dal punto di vista editoriale, un fiasco dopo l’altro.

Clare cadde subito in una profonda depressione, da cui non si risolleverà più. Negli ultimi anni il poeta lasciò spazio al vaneggiatore, anzi al pazzo. Si convinse di esser stato in una vita precedente Lord Byron, Shakespeare, Gray. Credette di poter ricalcare le orme dell’amato e ammirato padre (lottatore non professionista), arrivando ad identificarsi in Jack Randall, uno dei primi idoli del pugilato inglese.

Si spense il 20 maggio del 1864, dopo aver trascorso molti anni in una sorta di manicomio, abbandonato dagli amici e dall’ispirazione poetica.

Immagini d'estate

Ecco che la bruna estate, abbronzata dalla rude brughiera,
prende il posto della primavera dalle rosee dita;
e la gioia ridente, di selvaggi fiori adornata e coronata,
frivola e licenziosa,
e la robusta prosperità, libera da ogni preoccupazione,
arriva sulle ali dello zefiro
e rallegra il rozzo contadino. Leggi tutto »


Riflessioni in un cimitero

Ah! Quant’è immoto questo felice luogo,
dove dormono immense folle di memorie sepolte; Leggi tutto »


Sera agreste

Il sole sprofonda dietro le foreste ammantate di verde,
pagliuzze cinguettanti ardono tra le foglie,
così lucente e abbagliante gioca con lo sguardo
come se il calore del mezzogiorno abbia attizzato un incendio, Leggi tutto »


Il pettirosso d'autunno

Dolce piccolo uccello dal rossiccio mantello,
livrea dell’anno che si chiude! Leggi tutto »


Fantasie pastorali

Il dolce tempo antico qui intrattiene la mia mente,
dimorando nel piacere, e nelle gioie che sfamano il cuore, Leggi tutto »


Amore mio, tu sei un dolce mazzo di fiori

Amore mio, tu sei un dolce mazzo di fiori,
sei per me il fiore più dolce; Leggi tutto »


Immagini d'estate

Ecco che la bruna estate, abbronzata dalla rude brughiera,
prende il posto della primavera dalle rosee dita;
e la gioia ridente, di selvaggi fiori adornata e coronata, Leggi tutto »


Sera d'estate

Il sole tramontante si sta spegnendo,
e dolcemente indora gli orli della Sera,
mentre cumuli di nuvole color porpora Leggi tutto »


Giugno

L’Estate è in fiore, il brusio della Natura
non si zittisce mai tra le sue abbondanti fioriture;
gli insetti, piccoli come pulviscoli di polvere, non fermano mai Leggi tutto »


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