Ode autunnale
Dio dei Raccolti! A Te, il cui sole
ha reso maturo il biondo grano, Leggi tutto »
Introduzione alla poesia preromantica e romantica
La storia della letteratura e, in generale, dell’arte europea, ha la sua centro nevralgico in Italia. A partire dal Dolce Stil Novo, prima corrente ad illuminare l’orizzonte medioevale dopo i secoli bui successivi alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la nostra penisola fu il fulcro e la patria di tutte le tendenze letterarie dell’Europa.
Il ‘300 è il secolo dei grandi poeti: Dante, Petrarca e Boccaccio.
Nel 1400 l’Umanesimo riscoprirà i grandi classici andati perduti durante le invasioni barbariche.
Il secolo successivo, il ‘500, è l’apogeo, il punto più alto toccato dall’arte di tutti i tempi, superando addirittura i canoni classici greci, che sembravano inarrivabili.
Nelle città italiane continuano a sorgere chiese, palazzi, edifici pubblici, gli artisti compongono musica, gli scrittori danno alla luce opere filosofiche, tragiche, epiche, umoristiche. Tutti i generi letterari e tutte le tendenze dell’arte si sprigionano dalla nostra penisola e si diffondono in tutta Europa. Le nostre città, come i fiori più belli di un immenso campo baciato dal primo sole di primavera, attirano gli stranieri come fossero delle api. E, come le api, alcuni di questi stranieri, quelli con le menti più illuminate, cominciano a suggere dalla nostra linfa vitale. Imparano la bellezza.
Nel 1600 l’Italia continua ad essere divisa e preda di invasori, ma anche sorgente di ispirazione. E’il secolo del Barocco, che nasce come ribellione al Manierismo, cioè l’assidua ricerca della "buona maniera" vasariana, che ordinava di seguire lo stile di Leonardo, Raffaello e Michelangelo. Il desiderio di rinnovamento, le stramberie, la suprema ricerca della perfezione anche a discapito dei contenuti, la descrizione sensoriale della natura, furono le caratteristiche principali di questa nuova arte. Il Barocco viene partorito dalla Controriforma, che riporta l’uomo nella dimensione di un peccatore, di un nulla di fronte a Dio, vera e unica luce. Dopo che l’Umanesimo aveva avvicinato l’uomo a Dio, dopo che il Rinascimento aveva dimostrato che quest’avvicinamento aveva prodotto opere straordinarie, ecco il Barocco a riportare l’uomo nella polvere.
Non è un caso che proprio a Roma ebbe il suo nucleo principale. La Chiesa doveva reagire alla piaga dilagante diffusa da Martin Lutero.
Ad ogni corrente letteraria corrisponde una reazione. Come il Barocco fu la reazione al Manierismo, l’Arcadia fu la reazione al Barocco. Il 15 ottobre 1690 l’Accademia dell’’Arcadia venne fondata col preciso compito di “cacciare il gusto barocco, ovunque si annidasse”. Per la prima volta una corrente artistica ha una data d’inizio e un luogo di fondazione (Roma). Si ricominciano a leggere i classici, e tra questi si predilige Petrarca.
Attenzione: i poeti arcadi si ritrovavano in un salotto romano, il più in vista in quel periodo, quello della regina (anche se all’epoca priva di trono) Maria Cristina di Svezia. Per la prima volta una figura politica influenza la nascita di una corrente artistica. Di più. Per la prima volta una corrente artistica nasce grazie ad una persona straniera all’Italia. E’significativo il “passaggio di consegne” perché l’Arcadia sarà l’ultimo movimento artistico nato nella nostra penisola.
Siamo al 1700. Il secolo dei Lumi. In Inghilterra Locke propugna l’empirismo e le truppe britanniche cominciano a invadere i quattro continenti. In Francia Voltaire e Rousseau rivoluzionano il pensiero europeo e ispirano la Rivoluzione americana e quella francese.
L’Italia è già periferia. Divisa in piccoli staterelli più simili ormai a dei musei a cielo aperto piuttosto che a dei centri di arte viva e vivace. Gli stranieri arrivano, continuano ad arrivare. E ammirano. Ma ammirano delle rovine, dei monumenti, lo splendore dell’Italia che fu. Sanno che devono passare dalla nostra penisola, ma sanno anche che la loro patria sprizza vitalità ed energia, mentre la nostra è divenuta abulica, leziosa, fiacca.
Arriviamo finalmente al primo genere artistico nato fuori dall’Italia. E’il Preromanticismo. Può nascere solo in una nazione: l’Inghilterra. Londra è diventata il centro del mondo, i Britannici hanno scoperto l’Australia, stanno conquistando tutto il Nord America, sono i dominatori commerciali dell’Asia, i padroni di molta parte dell’Africa.
I poeti inglesi hanno una caratteristica peculiare. Mescolano la migliore sensibilità arcadica ad un’intima predisposizione all’indagine della natura che li circonda. E, siccome la natura che li circonda è quella torva e severa della brughiera, ne scaturisce uno stile cupo e crepuscolare. La forma è perfetta, quasi come quella dei grandi classici, ma non maniereggiante, affettata: è più semplice, immediata, adatta ad un pubblico non di soli iniziati, chiuse nelle Accademie. E’vero che il popolo britannico ha altro da fare e non ha tempo di leggere queste poesie. Ma potrebbe benissimo farlo.
Il linguaggio inglese non è elitario come quello italiano. Il giurista britannico parla la stessa lingua dell’operaio: conosce solo molti più vocaboli. C’è di più. Mentre in Italia vi sono tante lingue, o dialetti, in Inghilterra c’è una sola lingua. I Preromantici sono i primi poeti che scrivono per la gente umile, che trattano temi di “tutti i giorni” .
La letteratura preromantica ha il suo bardo in Thomas Gray e nella sua “Elegia scritta in un cimitero di campagna”, che introduce la poetica cimiteriale. Spesso si è identificata in questa corrente letteraria una tematica tutta incentrata sulla tomba: leggendo le opere si ha tutt’altra impressione. I cosiddetti “Graveyard Poets” (Poeti Cimiteriali) non hanno la voluttà di esser macabri, bensì desiderano affrontare con delicatezza il tema complesso della morte in tutte le sue sfaccettature. Le altre due poesie-simbolo di questa corrente letteraria, “Dipinto Notturno della Morte” di Thomas Parnell e “La Tomba” di Robert Blair, sono in verità inni alla speranza, a non considerare la morte come una fine ma come un nuovo inizio.
Il Preromanticismo è anche esaltazione della Natura, adorazione dell’immenso universo che ci circonda e che chiede di essere descritto con gli occhi depurati dai cavilli poetici dell’Arcadia. Quando i poeti preromantici descrivono un lago, una sera d’estate, una notte stellata, diventano essi stesso lago, sera d’estate, notte stellata. Sono dei precursori di D’Annunzio in questa sorta di “panismo”. In molte parti anticipano la sensibilità fanciullesca di Pascoli. Senza dubbio Foscolo deve quasi tutta la sua anima neoclassica ai “Graveyard Poets”, anche se lui sviluppa le loro tematiche in modo più epico, talvolta ridondante.
Il passaggio successivo è il Romanticismo. John Keats, William Wordsworth, Percy Bysshe Shelley, sono figli artistici di Gray, Parnell, Blair. Aggiungeranno una maggiore sensibilità per le tematiche dell’amore, una ricerca talvolta spasmodica per il “sublime” e una più spiccata ricerca della teatralità. Soprattutto, a differenza dei “Graveyard Poets”, studiosi e letterati privi di slanci anticonvenzionali, i poeti romantici saranno dei ribelli ante litteram, alla continua ricerca di sé stessi e di un loro equilibrio interno.
Sono costretti a vivere in un nuovo secolo, il 1800, che accoglie la Rivoluzione Francese, Napoleone, gli Stati Uniti d’America. Un’epoca di cambiamenti in cui non saranno mai a loro agio, legati ad un passato ormai dimenticato e a cui reagiscono estraniandosi dalla realtà. E infatti il loro ambiente è quello del castello di Horace Walpole: i Romantici vogliono vivere nel Medioevo, che viene valorizzato dopo secoli di oblio.
Ecco quindi i tratti principali del Romanticismo: la riscoperta del sentimentalismo, dell’amore, dell’eroismo, della passionalità impossibile da contenere, in contrapposizione con il razionalismo imperante nell’Ottocento, il secolo del trionfo del capitalismo portato ai suoi estremi con la Rivoluzione Industriale. L’esaltazione della fede nella religione o nella Natura per estraniarsi da un mondo sempre più dipendente dalle macchine e sempre meno incentrato sul valore dell’uomo. La ricerca parossistica di ideali da inseguire: Byron partecipò attivamente alla guerra d’indipendenza greca. Strettamente legato a questo tratto anche la valorizzazione degli eroi e del concetto di patria. Dai “Canti di Ossian” di James Macpherson i Romantici imparano che la Britannia possiede una storia, un’epica, delle leggende bellissime da tramandare. Continueranno ad ammirare i grandi poeti classici, greci e romani, ma sono consapevoli che anche la loro patria ha la sua mitologia.
Il Romanticismo è la prima grande corrente artistica che si distingue nettamente nelle diverse nazioni europee dove si sviluppa. E, soprattutto, è la prima grande corrente artistica che fa breccia nel Nuovo Mondo. La letteratura inglese annovera i maggiori artisti romantici, che saranno i precursori dei decadentisti francesi. Sono anime tormentate, artisti che conducono vite difficili, uomini completamente fuori dal loro secolo.I figli artistici di Gray, Parnell e Blair conducono esistenze povere, brevi, agitate. Non saranno quasi mai consolati dal successo delle loro opere.
Singolare il loro destino. I “Graveyard Poets” erano ricchi e benestanti, e poco importava loro la fama personale: eppure la ottennero. I Romantici, invece, ambivano intimamente ad una gloria che non dev’essere vista come ottenimento di gioie personali, ma mezzo per condividere il loro messaggio, i loro ideali. Non riuscirono ad ottenerla.
La loro eredità fu grandiosa. Si sviluppò dalla seconda metà dell’Ottocento in un ambiente, quello parigino, ben più consono alla nascita dell’arte che traghetterà l’umanità nel nuovo secolo, ancor più foriero di novità rispetto a tutti quelli precedenti. I nuovi artisti saranno ancora più estraniati dalla realtà rispetto ai Romantici. Faranno di tutto per non vivere l’esistenza quotidiana, ricorreranno a droghe ben più potenti dell’oppio d’uso comune a Londra, esalteranno i loro sensi con l’assenzio e vivranno sempre più emarginati dalla società.
Dal Preromanticismo al Decadentismo non passano che pochi decenni. Sembrano secoli.
Dio dei Raccolti! A Te, il cui sole
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ST. LAWRENCE.
Tutto scorre dolcemente,
le acque si dividono, Leggi tutto »
Ecco! E'proprio una notte di festa
in questi ultimi anni solitari!
Una folla di angeli, con grandi ali, agghindati
con vesti eleganti, e soffocati dalle lacrime, Leggi tutto »
La tua anima si ritroverà sola
tra le oscure attenzioni della grigia tomba
e nessuno, tra tutta la gente, pregherà
per te nell’ultima ora. Leggi tutto »
Tu sei stata tutto per me, amore,
per te la mia anima ha sofferto -
Amore, verdeggiante isola nell’immenso mare, Leggi tutto »
Quanto è strano accogliere, in questa mattina gelida,
graziosamente simili ai fiori,
questi figli dei prati, venuti alla vita
dall’alba e dalla pioggia! Leggi tutto »
LAGO WINNIPESAUKEE
I. MEZZOGIORNO
Bianche nubi infestano il cielo con le loro ombre,
nebbie leggere tengono sveglia la luce del sole Leggi tutto »
Dio chiamò a se i due angeli a Lui più vicini:
Pietà era quello più sensibile; Amore quello più dolce. Leggi tutto »
Per sette lunghi anni la pioggia del deserto
é caduta sulle zolle che celano il tuo viso;
sette lunghi anni di dolore e di pena
hanno sorvegliato il tuo luogo di sepoltura. Leggi tutto »
Amico mio, ti addolori per la tua perduta età dell’oro,
perché i bellissimi anni della tua gioventù sono volati troppo veloci;
rifletti, con gli occhi umidi, sul tempo
delle allegre speranze che riempivano il mondo di luce, -
sugli anni in cui il tuo cuore era audace, la tua mano forte,
veloce il pensiero che muoveva la tua lingua, Leggi tutto »
IMMAGINATO ESSER DESCRITTO DA UN VILLAGGIO AI PIEDI DEL MONTE BIANCO
Le tue acque non provengono dalle sabbie o dagli squarci
tra le rocce, rapido Arve! Leggi tutto »
Estinti per sempre sono gli antichi e gloriosi Greci,
gloriosi nell’aspetto e nella mente;
le loro ossa sono mescolate con la terra, Leggi tutto »
Era un giorno di tempesta; il mare d’inverno
gemeva triste sull’arenile del New England, Leggi tutto »
“Oh padre, andiamo via! Ascolta!
Un terribile gemito fende l’aria. Leggi tutto »
Come ti riconoscerò nella sfera che accoglie
gli incorporei spiriti dei morti,
dove tutto di te in quel tempo potrà dormire
e decomporsi in mezzo alla polvere che abbiamo calpestato? Leggi tutto »
A colui che entra in comunione con l’amore
della Natura e con le sue forme visibili, Ella parla
un linguaggio variegato; nelle sue ore più felici
ha una voce di gioia, un sorriso Leggi tutto »
Sull’alta roccia a strapiombo sul mare
che s’innalzava dal cuore della montagna,
uno stanco cacciatore di cervi
si era seduto a riposare, Leggi tutto »
Dove il fiume e l’oceano si incontrano con grandioso cipiglio tempestoso,
oltre l’orizzonte, dove sulle dune si infrangono le onde coronate di spuma; Leggi tutto »
Io dissi: “c’è una termine ai miei desideri:
adesso ho seminato, poi ho raccolto,
e queste sono le ceneri di un fuoco antico, Leggi tutto »
Dormi, piccolo, dormi
l’ultimo, il migliore dei sonni,
e sulla tua fronte,
e sul tuo petto tranquillo,
io getterò delle violette. Leggi tutto »
Tutte le notti riversate dalla luna sono trascorse,
tutti i giorni di grigiore e tristezza; Leggi tutto »
Intorno c’erano tutte le rose rosse,
tutt’intorno l’edera era nera. Leggi tutto »
Perfino ora la fragrante oscurità dei suoi capelli
si è strofinata sulle mie guance, mentre mi passava accanto, Leggi tutto »
Dolcemente, dolcemente spirate, brezze,
gentilmente volate sul mio Edwy! Leggi tutto »
La brezza che viene da occidente,
mite come i baci dell’amore coniugale,
scherza intorno alle mie languide membra stanche, Leggi tutto »
Veloci sopra la distesa d’inverno sfrecciano frecce di fuoco -
atroce soffia la bufera – urla – e impercettibilmente si spegne -
e spesso sulle sue ali orribili diffonde Leggi tutto »
Emblema di vita! Guarda il mutevole Aprile navigare
attraverso i cieli scuri con le sue vesti cangianti, Leggi tutto »
Fiore dal soave profumo! Solito fiorire
durante l’arcigno mese di Gennaio, Leggi tutto »
I raggi del sole morente volano lontani sull’orizzonte,
e la Notte d’ebano prende possesso del suo dominio, Leggi tutto »
Và da lei, amabile rosa!
Dille che spreca il suo tempo con me,
che adesso sa
che quando paragono lei a te, Leggi tutto »
Oh! Chi si prenderebbe cura della mia vita,
chi accarezzerebbe questo pesante ammasso di argilla, Leggi tutto »
Fanciulla! Avvolgi intorno a te il tuo mantello,
gelida la pioggia picchia contro il tuo seno: Leggi tutto »
O Signore, un altro giorno è volato via,
e noi, congrega solitaria, Leggi tutto »
Vieni Anna! Vieni, il mattino albeggia,
languide strie di radianza tingono i cieli; Leggi tutto »
1 Tu forza silente, il cui benvenuto governo
addolcisce tutti i gravosi pensieri; Leggi tutto »
Tu, che qui attraversi la verdeggiante pianura,
mentre il Tamigi tra i suoi salici dalla tua visuale Leggi tutto »
Chiunque tu sia che passi d’estate
attraverso il villaggio, voltati laddove il bosco Leggi tutto »
DELLA VITA.
Dunque, musa celeste, narrami le tue battaglie giovanili; Leggi tutto »
Laddove il Leone Rosso, che divampa sulla strada,
invita ogni passante straniero che possa pagare - Leggi tutto »
13 Settembre 1759
In mezzo al clamore di gioie esultanti,
il cui trionfo sorge dal cuore dei patrioti, Leggi tutto »
Di sicuro, era stato deciso dalla Provvidenza,
più per misericordia che per odio, Leggi tutto »
Folgorato dalle bellezze della mia Enna,
ancora mi struggo all’infinito; Leggi tutto »
Casti sono i loro impulsi, leale il loro fuoco di passione,
nessuna bellezza estranea li conduce verso voglie infedeli;
La veste color della neve, e la corona luccicante, Leggi tutto »
Oh, se quel cocchio di nuvole fosse mio!
Se quel cocchio di nuvole che intesse la selvaggia tempesta, Leggi tutto »
1.
Piango per Adone – Adone è morto!
Piangete tutti per Adone! Sebbene le nostre lacrime
non scioglieranno il ghiaccio che incatena una testa così bella! Leggi tutto »
Ascolta, ascolta, mia Mary,
il sussurro degli Appennini,
esplode verso il cielo come il ruggito di un tuono, Leggi tutto »
La gelida tempesta di un destino violento
ha spazzato le mie foglie, ahimè!
La gelida tempesta di un destino violento
ha spezzato le mie foglie, ahimé! Leggi tutto »
Sebbene la volubile Fortuna mi abbia ingannato,
poiché mi promise cose belle ma mi portò solo sventura; Leggi tutto »
Quando la Primavera giunse con fresco piacere
per rallegrare l’anima, ed incantare la vista,
mentre brezze tranquille, piogge più leggere, Leggi tutto »
Quando appare la tua bellezza
in tutta la sua grazia,
tutte le cose rilucono come un angelo salito al cielo; Leggi tutto »
I primi pastori arrivano sui prati
ed imprimono le loro lunghe orme sull’erba sfavillante, Leggi tutto »