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Il vento della sera

Il vento della sera

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Spirito che soffi attraverso le grate delle mie finestre, tu
che rinfreschi il crepuscolo del giorno afoso,
con riconoscenza fai fluire la tua frescura sulla mia fronte:
sei stato in giro per tutta la giornata a giocare,
hai cavalcato le selvagge onde azzurre sino ad ora,
arruffando le loro creste, spargendo nel cielo i loro vapori,
gonfiando le loro bianche vele. Io ti do il benvenuto
in questa terra riarsa, tu, vagabondo del mare!

Non sono solo – migliaia di cuori
ti aspirano, colmi di piacere;
languide forme si sollevano, e tutt’intorno palpitano
sempre più vitali, all’arrivo del vento della notte;
e, languente nell’ascoltare il tuo gradito suono,
l’immensa terraferma finalmente riposa.
Raggiungi l’ombra; continua, vai avanti,
porta la tua benedizione divina sulla terra in deliquio!

Vai a cullare l’uccellino nel suo nido,
increspa le acque immote, lucenti di stelle, e risveglia
la grande vecchia foresta dal suo maestoso riposo,
evocando dagli innumerevoli rami
le strane profonde armonie che dimorano nel suo cuore:
sia piacevole il tuo tragitto attraverso il luogo dove umili s’inchinano
i fiori che si richiudono, dove scorrono le oscure acque,
e dove le braccia degli alberi oscurano l’erba sottostante.

Il debole e vecchio uomo piegherà la sua testa argentea
per percepire il tuo soffio; tu bacerai il bimbo dormiente,
ed asciugherai i riccioli inumiditi che inondano
le sue tempie, mentre il suo respiro diviene sempre più profondo:
e coloro che circondano il letto del malato
gioiranno nell’udire i tuoi soffi lontani,
e dolcemente sposteranno le tende per lasciare
che tu passi a visitare la sua fronte bruciante.

Prosegui – il circolo dell’eterno cambiamento,
che è la vita della natura, si ristabilirà,
con i suoni ed i profumi che tu porti
dal luogo dove ogni giorno rinasci sino alle più remote profondità;
dolci aromi nell’aria del mare, dolci e strani nel contempo,
racconteranno le loro storie al marinaio malato di nostalgia;
e, sempre ascoltando il tuo brusio, egli crederà
di udire il fogliame frusciare e il ruscello scorrere.


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