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Il ragazzo vagabondo

Il ragazzo vagabondo

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Quando il vento dell’inverno fischia nella selvaggia brughiera,
e i cottager chiudono in faccia le porte al mendicante;
quando la gelida lacrima si ferma dentro al mio triste occhio,
oh, quanto è terribile il destino del Ragazzo Vagabondo.

L’inverno è freddo, e non ho vestiti,
il mio cuore batte sempre più gelido nel mio petto;
non ho padre, non ho madre, non ho parenti,
sono solo un Ragazzo Vagabondo.

Ho avuto una casa, ho avuto un padre,
ho avuto anche una madre che mi amava;
il nostro cottage sorgeva in quella valle ricoperta dagli alberi,
dove il colombo gorgheggiava la sua storia infelice.

Ma il Signore richiamò presto mia padre e mia madre,
mi lasciarono come una misera preda per stranieri senza cuore;
fuggii da loro e dalla loro severità piangendo tanto,
e ora sono un povero piccolo Ragazzo Vagabondo.

Il vento è tagliente, la neve appesantisce la bufera,
e nessuno presta attenzione alla mia vita innocente;
presto raggiungerò nella tomba i miei genitori,
solo la morte sarà amica di questo povero Ragazzo Vagabondo.


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