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I primi fiori

I primi fiori

Per anni sugli argini del nostro fiume
questi fiocchi avvinti nella loro delicata peluria,
con le loro flessibili borchie di lanuginoso argento,
hanno profetizzato l’arrivo della Primavera.

Per anni le sconfinate distese d’acqua
dal loro letto ciottoloso ad essi hanno rivolto sorrisi,
ed il sincero canto del pettirosso
e l’armonia dell’uccello azzurro li hanno accolti.

E tuttavia mai dal sorridente ruscello,
o dal canto dei primi uccelli, questi
sono stati festeggiati con un benvenuto più lieto
che non oggi dai sussurri del mio cuore.

Rompono l’incantesimo del freddo e della oscurità,
noiosa visione della pianura insonne;
dal mio cuore, come dal fiume,
il ghiaccio dell’inverno si scioglie.

Grazie, Maria! Perché il simbolo silvestre
delle orme di Freya si avvicina;
quasi, come nella runa di Asgard,
riesco a udire l’erba che cresce.

E’come se i pini mi chiamassero
dalle loro stanze coperte e dai libri silenti,
per ammirare la danza delle ombre del sottobosco,
ed ascoltare la canzone dei ruscelli d’Aprile!

Come nella antica ballata Teutonica
di Odenwald uccelli ed alberi prendono vita,
e insieme gioiscono raggianti e festosi,
così che io possa mescere in una sola poesia i tuoi fiori e te.

Le rocciose tavole della terra sostengono sempre
la forza della pioggia e la scia del piccolo uccello
che conosce solo i miei vacui versi
e che lascia una sola, insignificante, traccia di Merrimac!

L’uccello che percorse le dolci margotte
della terra primordiale è caduto invano;
la nuvola che serpeggiava tra le arenarie è scomparsa,
seguendo il disegno di Dio, accompagnata da fili di pioggia!

Così, quando questa fluida epoca nella quale viviamo
indurirà la mia rima delicata,
chi rese le sue strade vagabonde potrà indovinare
gli eruditi dei tempi che verranno;

e, seguendo le loro fioche suggestioni,
qualche mano curiosa potrà disegnare
il mio incerto ritratto, come Cuvier
disegnava pesci e uccelli dalla pinna e dall’artiglio.

E le fanciulle nei crepuscoli lontani,
cantando le mie parole al vento e al fiume,
si chiederanno se l’antica Maria
sia stata reale, o solo il sogno di un poeta!


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