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Dolore di fanciulla

Dolore di fanciulla

Per sette lunghi anni la pioggia del deserto
é caduta sulle zolle che celano il tuo viso;
sette lunghi anni di dolore e di pena
hanno sorvegliato il tuo luogo di sepoltura.

Hanno guardato il tuo destino nel lontano occidente,
tu, morta, senza nessuno accanto che ti potesse amare;
coloro che hanno gettato la terra sul tuo petto
se ne sono andati senza una lacrima.

Sulla tua solitaria tomba, io credo,
la soffice pioggia di Maggio fa nascere le violette;
durante le brezze dell’estate ondeggiano
i cremisi floghi e i mocassini d’acqua.

Accanto a te le tartarughe si gettano nel mare
e la timida cerbiatta pascola insieme al suo daino;
accanto a te, quando d’inverno i boschi sono brulli,
passeggia il lupo sulla neve che scricchiola.

Presto asciugherai le mie lacrime;
il mio lavoro sulla terra è finito;
il mio povero padre, vecchio e triste,
dorme sotto la sua lapide nel cimitero.

Nei sogni del mio giaciglio romito
mi sembra di vedere sempre la tua forma;
per tutta la notte parlo con i morti,
per tutto il giorno ripenso ai miei sogni.

Questa profonda ferita che sanguina e mi affligge,
questa lunga pena, questa pena eterna -
quando il Padre si prenderà il mio spirito,
finalmente finirà.


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