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I biancospini

I biancospini

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Triste Biancospino! Custodito dalle stelle invernali,
accudito dai venti gelidi,
i tuoi petali sono gli alberi ricoperti dal nevischio,
le tue foglie sono le vele gelate!

Che cosa aveva quella nave, in quelle ore terribili,
attraccata in quella baia ghiacciata,
in comune con i fiori selvaggi del bosco,
i primi dolci sorrisi di Maggio?

“Dio sia lodato”! disse il Pellegrino,
che vide i boccioli spuntare
sopra le foglie castane, secche e morte,
“Ammirate il nostro Biancospino”!

“Dio lo vuole: qui ci fermeremo,
i nostri anni di pellegrinaggio sono finiti;
la Mayflower del mare
non spiegherà più le sue vele”.

O fiori sacri di fede e di speranza,
dolcemente ora come allora
nascete sulle colline ammantate di betulle,
nelle vallette punteggiate dai pini.

Dietro alla burrascosa distesa del mare,
la nave è immutata, le sue foglie sono dischiuse,
come l’amore dietro la virile forza
dei coraggiosi cuori dei nostri antenati.

Così i padri rivivono nei loro figli,
la loro fede integerrima sarà la nostra fede,
nostro sarà l’amore che invade
con i fiori la sua forza rocciosa.

Il selvaggio e invernale giorno del Pellegrino
disegna intorno a noi la sua ombra;
la Mayflower nella sua baia tempestosa,
la nostra causa di lotta per la Libertà.

Ma presto soli più caldi porteranno
alla vita il suolo ghiacciato;
e nuove foglie di speranza sorgeranno
dai nostri fiori di Dio!

1856.


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