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Le tre streghe

Le tre streghe

Tutte le notti riversate dalla luna sono trascorse,
tutti i giorni di grigiore e tristezza;
null’altro nel cielo,
il giorno e la notte sono diventate una cosa sola.

Non un villaggio, non una città,
incontra il nostro sguardo stanco e rassegnato;
siamo in una pianura senza misericordia,
siamo dove l’esangue erba langue e muore.

Vagheremo nel mezzo
del giorno e non vedremo alcuna luce,
perché le nostre braccia coperte di licheni penderanno
sui confini della notte senza fine.

Noi, le figlie di Astarte,
gli aborti prediletti della luna,
in una felice e muta riunione,
verremo da te presto.

Bruciate i bastioni, bruciate!
La fiamma che non si spegne mai
noi agogniamo, noi desideriamo, noi vogliamo,
dentro ai nostri occhi contenti e privi di lacrime.

Nella pianura senza misericordia,
(non un villaggio, non una città)
laddove l’esangue erba langue e muore.


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