Percy Bysshe Shelley

Percy Bysshe Shelley (1792-1822) è considerato tra i maggiori poeti del Romanticismo inglese, forse colui che maggiormente ha incarnato gli ideali della nuova corrente artistica, certamente il più dotato stilisticamente.

La sua famiglia era benestante (il padre era membro del Parlamento britannico) e perciò il giovane Shelley fu costretto a frequentare le migliori scuole della nazione, prima Eton e poi l’università di Oxford. Il periodo scolastico fu contraddistinto dalla sua crescente ribellione verso l’autorità dei maestri, tanto che venne soprannominato “Shelley il matto”.

Nel 1810 sposò la sedicenne Harriet Westbrook, da cui ebbe due figli. Quattro anni dopo incontrò Mary Wollstonecraft, la donna con cui condivise il resto della sua vita, e che poi divenne una delle scrittrici più importanti della storia inglese. Shelley credeva fermamente nel libero amore, e riteneva assolutamente compatibile condividere il letto con un’altra donna pur rimanendo sposato con la moglie ufficiale. La prospettiva non piacque ad Harriet, che nel 1816 si suicidò.

Percy e Mary si sposarono, decisero di cambiare vita e trasferirsi in Italia, che contribuì a formare in modo decisivo il carattere artistico dei due coniugi. Quando il nonno di Shelley morì, egli ereditò una cospicua somma di denaro grazie alla quale finirono i suoi problemi finanziari e la coppia potè spostarsi liberamente in tutta la penisola. Grande amico di Keats e Byron, oltre che di altri poeti legati alla corrente romantica, ebbe tre figli, Clara, William e Percy Florence, dei quali solo l’ultimo gli sopravvisse.

Nell’aprile del 1822 Shelley, con la famiglia, era in navigazione nel golfo di Lerici, quando una violenta tempesta fece affondare l’imbarcazione provocando la morte di Percy e di due compagni.

Il corpo del grande poeta venne cremato sulla spiaggia secondo l’usanza greca da Byron e da Hunt, e le ceneri  interrate nel cimitero acattolico di Roma.

Come Byron, egli trasse la sua ispirazione dall’Italia. Come Byron, fu un sognatore, un utopista. La sua poetica, intrisa di misticismo e di soprannaturale è meno protesa alla ricerca degli ideali rispetto agli altri poeti romantici, ma maggiormente intensa e più tendente alla perfezione classicista.

Passaggio degli Appennini

Ascolta, ascolta, mia Mary,
il sussurro degli Appennini,
esplode verso il cielo come il ruggito di un tuono, Leggi tutto »


Adone

1.
Piango per Adone – Adone è morto!
Piangete tutti per Adone! Sebbene le nostre lacrime
non scioglieranno il ghiaccio che incatena una testa così bella! Leggi tutto »


Oh, se quel cocchio di nuvole fosse mio!

Oh, se quel cocchio di nuvole fosse mio!
Se quel cocchio di nuvole che intesse la selvaggia tempesta, Leggi tutto »

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