La letteratura americana che andiamo ad esaminare è quella del primo Ottocento. È la prima forma letteraria dei neonati Stati Uniti.
Ha già molto da raccontare: dalla rivoluzione alla Costituzione, dall’epopea delle guerre contro gli Spagnoli allo sterminio dei Pellerossa, fino alla Guerra di Secessione.
Stilisticamente, dobbiamo collocare i poeti americani di questo periodo nel Romanticismo. Caratteristiche in comune con Keats, Coleridge e Byron però ne avevano poche.
I grandi della letteratura americana respiravano l’aria di frontiera, vivevano davvero la natura incontaminata che stava assoggettandosi al volere dell’uomo bianco. Esaltavano gli animali che popolavano la loro terra ma anche gli uomini di frontiera che, armati di Bibbia e di fucile, li uccidevano. La loro poesia è molto più semplice, quasi più ingenua, rispetto a quella dei loro precursori inglesi. Lo è perché nel loro DNA non c’era il Rinascimento, il Barocco, il Rococò italiano. C’era la durezza dello spirito dei Padri Pellegrini. Ma ciò non toglie nulla alla loro bellezza.