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Estate sulla riva del lago

Estate sulla riva del lago

LAGO WINNIPESAUKEE

I. MEZZOGIORNO

Bianche nubi infestano il cielo con le loro ombre,
nebbie leggere tengono sveglia la luce del sole
nei loro soffici abbracci sulle colline!

Isole di pace! Immoti, oscuri, boschi!
E cieli immobili che vegliano sul
vostro riposo nella quiete più profonda!

O forme e colori, fiocamente invitanti, attraverso
i vostri valichi montani, il mio sguardo anelante
al di là del violetto e dell’azzurro,

verso un mare più tranquillo e una terra più verde,
e luci più soffuse e venti più blandi,
e cieli, - il riparo di Dio!

Mi permeo di voi, amiche montagne!
Il vostro solenne spirito si mescola con il mio,
non più le nostre vite saranno separate.

Leggo ogni segno della montagna nebbiosa,
riconosco la voce dei flutti e dei pini,
e divento vostro, e voi siete miei.

Le ansie della vita finiscono, le discordie cessano,
mi lascio scivolare nella lieta liberazione
della pace della Natura.

Benvenuta, pace del cuore e della mente!
Che ricade dalla corteccia sfilacciata di quell’abete
e favorisce una ancor più tenera crescita,

e cade come cadono i nostri anni;
bambino ancora, faccio riposare la mia testa
sul bordo di questo dolce giorno.

Questo vento d’occidente ha i poteri del Lete,
insieme alle piogge di quel nepente,
il lago è candido di fiori di loto!

Perfino la voce del Dovere è fievole e sommessa,
e l’assonnata Coscienza, che cammina piano,
dimentica di mostrare il suo rotolo di pergamena.

L’ombra che insegue tutti noi,
i cui passi sempre più vicini ci spaventano,
la cui voce possiamo udire dietro di noi, -

quell’Ombra sfuma con il grigio della montagna,
riferisce solo quello che dicono i flutti di luce, -
oggi la Morte procede distante dalla paura!

Arroccati nel suo cuore, questi pini ed io
confidiamo nell’amore della Natura;
ed egualmente sembrano vivere o morire.

Sicuri che Colui la cui presenza riempie
di luce gli spazi di queste colline
non vuole il male per nessuna delle Sue creature,

rimaniamo con la fiducia che Lui
farà ciò che sarà giusto fare,
sia per gli uomini che per gli alberi.

Egli deciderà quali muschi far crescere,
quale luce e quale vita far conoscere,
e, senza ansie, ce le faremo mostrare.

II. SERA.

Quel lato della montagna è nero come la notte
mentre, sulla sua corona scintillante,
la luna, che lentamente rotola nello sguardo,
guarda verso la terra silente.

Quanto cominciano a brillare quelle isolette,
tutte orlate d’argento! Quanto nitide si mostrano
le ombre sulle loro rocce ricoperte di pini,
e sulle punte degli alberi!

Quanto sembrano lontane e strane le montagne,
sempre più fioche nel candore, ancora illuminano
il paesaggio informe, come un sogno,
e formano la solenne notte.

Sotto, il lago, la foresta, la valle popolosa,
resi silenti da quella presenza grandiosa e austera,
rimangono muti, eccetto laddove la cicala frinisce,
e sommessamente rispondono le foglie e le brezze.

Bellissimi paesaggi! Ove il Giorno e la Notte
si rendono rivali in amore, io li lascio,
in quel tempo prima della luce d’oriente
in cui il pallido fantasma della luna morente

si nasconderà dietro quelle spine dorsali rocciose,
e il giovane arciere, il Mattino, scaglierà
le sue frecce sui pini delle montagne,
e, con i calzari dorati, camminerà sul lago!

Arrivederci! Intorno a questa baia sorridente
la Salute si rallegra, la Vita fiorisce,
con passi più leggeri dei miei, si perderà
in raggianti primavere.

Nessuno lascerà con rimpianti
queste acque e queste colline più di me,
lontani sogni d’amore
o di alba che colorano il cielo e il mare;

quanto le lune nascenti luccicano tristi e miti
sulle isole boscose e sulla baia argentea;
quanto i soli morenti oltre le montagne violacee
e ricoperte di pini accompagnano il giorno;

nessuna fanciulla che ride, nessun ragazzo audace,
nessuna forzata virilità persiste qui,
e aggiungerà, alla gioia di una vita ricca,
il felice riposo alla sofferenza.

Ancora attende la dolce Natura di assegnare
i suoi regali migliori per guadagnare
l’ingresso al suo cuore
attraverso l’aspra disciplina della pena.

Per sempre dalla Mano che prende
una benedizione da noi farà cadere altri;
e, presto o tardi, il nostro Padre
darà la perfetta ricompensa a tutti!

Oh, custodito dal Silenzio e dalla Notte,
e stretto nel forte abbraccio
delle grandi montagne, con la luce
dei più dolci cieli sul tuo visto,

Lago delle Terre del Nord! Mantieni la tua dote
di bellezza, e mentre lassù
le tue solenni vette parlano di potere,
sii tu lo specchio dell’amore di Dio.

1853.


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